La legge 30 dicembre 2025, n. 199, nell’ambito delle misure volte a sostenere la genitorialità, l’inclusione sociale e la tutela delle persone con disabilità, introduce significative novità in materia di controlli sull’utilizzo dei benefici previsti dalla Legge 104 del 1992. La manovra segna un rafforzamento del sistema di monitoraggio, in particolare nel settore pubblico, con l’obiettivo dichiarato di contrastare gli abusi e garantire un corretto impiego delle risorse destinate all’assistenza.
Il legislatore interviene in un ambito particolarmente sensibile del welfare nazionale, quello del sostegno ai nuclei familiari che si fanno carico dell’assistenza di persone con disabilità grave, cercando di bilanciare la tutela dei diritti sociali con l’esigenza di controllo della spesa pubblica e di prevenzione di comportamenti elusivi.
Il profilo del caregiver familiare ha trovato per la prima volta un riconoscimento normativo espresso con la legge di Bilancio 2018, che ne ha delineato i contorni giuridici e sociali. La normativa identifica come caregiver il soggetto che assiste e si prende cura, in modo continuativo, del coniuge, del partner dell’unione civile, del convivente di fatto o di un familiare o affine entro il secondo grado, estendendo il perimetro fino al terzo grado nei casi previsti dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104.
L’assistenza è riferita a persone che, a causa di malattia, infermità o disabilità, anche di natura cronica o degenerativa, si trovino in condizioni di non autosufficienza o necessitino di un supporto globale e continuativo di lunga durata. La disabilità viene qualificata come “grave” quando la riduzione dell’autonomia personale rende indispensabile un intervento assistenziale permanente, incidendo in modo rilevante sulla sfera individuale o relazionale della persona.
La Legge 104 del 1992 rappresenta uno dei cardini del sistema di protezione sociale italiano, costituendo un punto di riferimento imprescindibile per le persone con disabilità e per i loro familiari. Tra le principali misure previste rientrano i permessi retribuiti, comunemente noti come “permessi 104”, che consentono al lavoratore di assentarsi dal servizio per prestare assistenza a un familiare in condizione di disabilità grave.
La normativa stabilisce un collegamento funzionale diretto tra la fruizione del beneficio e l’effettivo svolgimento dell’attività di assistenza. Proprio su questo nesso si fonda il concetto di abuso, che si configura quando l’assenza dal lavoro risulti del tutto sganciata dalle esigenze di cura e supporto della persona disabile.
È in questo contesto che si inseriscono le nuove disposizioni introdotte dalla legge n. 199 del 2025, volte a rafforzare i controlli sull’utilizzo dei permessi 104, in particolare per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Il legislatore prevede un sistema di monitoraggio più rigoroso, attribuendo un ruolo centrale all’INPS nell’accertamento della permanenza dei requisiti sanitari che legittimano la concessione del beneficio.
Il datore di lavoro pubblico potrà richiedere all’Istituto di verificare se sussistano ancora le condizioni di disabilità che giustificano la fruizione dei permessi. Si tratta di una novità rilevante, che mira a rendere più dinamico e continuo il controllo, superando una visione statica del riconoscimento dei requisiti sanitari.
Uno degli aspetti più innovativi della riforma riguarda l’estensione dei soggetti chiamati a svolgere gli accertamenti sanitari. L’INPS potrà infatti avvalersi non solo del personale delle ASL, degli istituti di ricovero e cura pubblici e delle aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale, ma anche dei medici della sanità militare.
L’ampliamento del bacino di professionisti coinvolti nei controlli risponde all’esigenza di rendere più efficiente e tempestivo il sistema di verifica, riducendo i tempi degli accertamenti e rafforzando la capacità operativa dell’amministrazione. Le modalità concrete di attuazione di questa nuova disciplina saranno tuttavia definite da un successivo decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
La manovra interviene inoltre sul fronte dei congedi straordinari e parentali previsti dal decreto legislativo n. 151 del 2001 e dalla legge n. 81 del 2017, estendendo il rafforzamento dei controlli anche a questi istituti. Al fine di evitare duplicazioni e utilizzi impropri, le pubbliche amministrazioni saranno tenute a inserire nelle denunce mensili informazioni dettagliate sull’evento fruito e sul soggetto assistito, sia esso una persona con disabilità o un minore.
L’obiettivo è quello di impedire che più lavoratori beneficino contemporaneamente della medesima agevolazione per lo stesso assistito, assicurando una gestione più trasparente e coordinata dei benefici.
Le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2025 si collocano in una prospettiva di rafforzamento dei controlli che non incide, almeno sul piano formale, sui diritti sostanziali riconosciuti ai caregiver e alle persone con disabilità. Resta tuttavia centrale il delicato equilibrio tra l’esigenza di contrastare gli abusi e la necessità di non appesantire eccessivamente il carico burocratico su famiglie già esposte a situazioni di particolare fragilità.
Il nuovo sistema di monitoraggio, se correttamente attuato, potrebbe rappresentare un passaggio decisivo verso una gestione più responsabile e trasparente dei benefici previsti dalla Legge 104, preservandone la funzione solidaristica e rafforzandone la credibilità complessiva.
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