Il contenimento del costo dell’energia torna al centro dell’agenda governativa. In un contesto ancora segnato da volatilità dei mercati e pressione sui prezzi finali, la Presidenza del Consiglio ha preannunciato un nuovo intervento normativo – il cosiddetto “decreto bollette 2026” – attualmente in fase di definizione e destinato all’esame del Consiglio dei Ministri.
La bozza circolata nelle ultime settimane delinea un duplice obiettivo: rafforzare gli strumenti di tutela per i nuclei economicamente più fragili e, al contempo, ampliare la platea dei beneficiari includendo una fascia di famiglie finora escluse dalle agevolazioni.
Il primo asse dell’intervento riguarda il potenziamento del bonus sociale elettrico, già disciplinato e aggiornato dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente.
Secondo la bozza del decreto, sarebbe previsto un contributo straordinario pari a 90 euro per i nuclei con ISEE fino a 9.796 euro, soglia recentemente aggiornata rispetto al precedente limite di 9.530 euro. La misura sarebbe finanziata attraverso uno stanziamento superiore ai 300 milioni di euro.
Il contributo aggiuntivo si sommerebbe al bonus sociale ordinario, il cui importo annuo – variabile in base alla composizione del nucleo familiare – oscilla attualmente tra 146 e 204 euro. Resta confermato il meccanismo di riconoscimento automatico: una volta presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE, il beneficio viene applicato direttamente in bolletta senza necessità di ulteriori istanze da parte dell’utente.
L’intervento si inserisce nel solco delle politiche di protezione sociale già attive, rafforzandone la portata in un periodo di persistente tensione sui costi energetici.
L’elemento di maggiore rilievo contenuto nella bozza è tuttavia rappresentato dall’ipotesi di estensione delle agevolazioni anche ai nuclei con ISEE fino a 25.000 euro, fascia oggi esclusa dal bonus sociale.
La misura, prevista in via sperimentale per l’anno in corso e per il 2027, sarebbe destinata ai clienti domestici residenti non già titolari del bonus sociale. L’obiettivo dichiarato è quello di sostenere la cosiddetta “fascia intermedia”, composta da famiglie che, pur non rientrando nei parametri di vulnerabilità economica, subiscono in modo significativo l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia.
Occorre tuttavia evidenziare un profilo centrale: non si tratterebbe di un obbligo per i venditori di energia elettrica, bensì di una facoltà. L’adesione al meccanismo sarebbe rimessa alla scelta discrezionale delle singole società, in un’ottica di strategia commerciale e fidelizzazione della clientela.
Per favorire l’adesione volontaria dei fornitori, la bozza del decreto ipotizza un sistema di incentivazione indiretta. L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente potrebbe rilasciare un’attestazione ufficiale agli operatori che aderiranno al protocollo di sostegno.
Tale certificazione, pur non comportando vantaggi economici diretti, assumerebbe un valore reputazionale e commerciale, consentendo ai venditori di qualificarsi come soggetti attenti alla sostenibilità sociale e al supporto delle famiglie in difficoltà. In un mercato sempre più competitivo, la leva reputazionale potrebbe rivelarsi determinante.
Il contributo destinato agli ISEE fino a 25.000 euro non sarebbe automatico né uniforme. La bozza prevede limiti di consumo energetico per accedere al beneficio: un massimo di 0,5 MWh nel bimestre e meno di 3 MWh nei dodici mesi precedenti.
Tale impostazione mira a evitare effetti distorsivi, scongiurando che l’agevolazione si traduca in un incentivo a maggiori consumi. Il provvedimento si configura, dunque, come un compromesso tra tutela economica e responsabilizzazione nell’uso dell’energia.
Inoltre, l’ammontare del contributo non sarebbe predeterminato in misura fissa. Il valore effettivo dipenderebbe dall’andamento dei prezzi dell’energia e dalle condizioni di mercato, con una modulazione coerente rispetto al contesto economico del momento.
Le misure descritte restano, allo stato, contenute in una bozza normativa. Per delineare con precisione il perimetro applicativo sarà necessario attendere l’approvazione formale del decreto da parte del Consiglio dei Ministri e, successivamente, l’adozione dei provvedimenti attuativi.
Determinanti saranno anche le indicazioni operative dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, chiamata a definire modalità tecniche, criteri di verifica e tempistiche di erogazione.
Il nuovo decreto bollette si presenta, in ogni caso, come un intervento di equilibrio tra rigore finanziario e tutela sociale. La sua efficacia concreta dipenderà non solo dalla formulazione definitiva delle norme, ma anche dalla capacità del sistema energetico di tradurre gli strumenti previsti in un reale alleggerimento dei costi per le famiglie italiane.
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