Nuovo Codice della Strada: diventa operativo l’obbligo di alcolock. Installazione a carico del conducente e costi oltre i 1.500 euro

L’entrata in vigore del nuovo assetto normativo in materia di sicurezza stradale segna un ulteriore passo verso il rafforzamento delle misure di prevenzione contro la guida in stato di ebbrezza. Con la pubblicazione dell’elenco ufficiale dei dispositivi omologati sul Portale dell’Automobilista da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diventa infatti pienamente operativa una delle disposizioni più rilevanti del rinnovato Codice della strada: l’obbligo di installazione del cosiddetto alcolock per determinate categorie di conducenti.

La misura, già prevista dal decreto attuativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale nel luglio dello scorso anno, era rimasta fino ad oggi sostanzialmente inapplicata per l’assenza di un catalogo ufficiale dei dispositivi certificati. Con la definizione dei modelli autorizzati e dei relativi installatori abilitati, il quadro regolatorio risulta ora completo e consente la concreta applicazione della norma.


Che cos’è l’alcolock e come funziona

L’alcolock è un dispositivo elettronico collegato al sistema di accensione del veicolo che impedisce l’avviamento del motore qualora il conducente presenti un tasso alcolemico superiore ai limiti consentiti dalla legge. Prima di mettere in moto l’automobile, il guidatore è infatti tenuto a soffiare in un boccaglio monouso integrato nell’apparecchio. Solo in presenza di un esito negativo del test alcolemico il sistema autorizza l’avvio del veicolo.

La finalità della misura è chiaramente preventiva: impedire materialmente la guida a chi abbia assunto alcol in misura superiore ai limiti stabiliti, riducendo così il rischio di incidenti stradali correlati allo stato di ebbrezza.

Al momento, i dispositivi omologati e disponibili sul mercato italiano risultano essere due: il modello Breatech B1000 e il sistema Zaldy. Il primo è compatibile con numerose autovetture, mentre il secondo è destinato prevalentemente a veicoli adibiti al trasporto di persone o merci, appartenenti alle categorie M e N.

L’elenco degli installatori autorizzati è attualmente limitato e distribuito in poche aree del territorio nazionale, con una presenza prevalente nel Nord Italia. Tuttavia, secondo le previsioni del Ministero, il numero dei centri abilitati è destinato ad aumentare progressivamente nei prossimi mesi.


Quando scatta l’obbligo di installazione

L’installazione dell’alcolock non costituisce una sanzione amministrativa immediata irrogata dagli organi di polizia stradale al momento del controllo. Si tratta, piuttosto, di una misura accessoria che viene disposta dal giudice nell’ambito del procedimento penale conseguente alla guida in stato di ebbrezza.

La normativa vigente stabilisce che, qualora un conducente venga sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore a 0,8 grammi per litro, scattino già nell’immediato sanzioni di natura amministrativa e penale. In particolare, la legge prevede una sanzione pecuniaria compresa tra 800 e 3.200 euro, l’arresto fino a sei mesi e la sospensione della patente di guida per un periodo variabile da sei mesi a un anno. In alcuni casi – ad esempio quando il veicolo non appartiene al conducente – la sospensione può estendersi fino a due anni.

Nel caso in cui intervenga una condanna, il giudice può disporre l’obbligo di installazione e utilizzo dell’alcolock sui veicoli condotti dall’interessato. La durata di tale prescrizione dipende dal livello di alcolemia accertato. Se il valore rilevato è compreso tra 0,8 e 1,5 grammi per litro, l’obbligo ha durata biennale; qualora il tasso alcolemico superi la soglia di 1,5 grammi per litro, il periodo si estende a tre anni.

Ulteriori valutazioni possono essere effettuate dalla commissione medica incaricata del rinnovo della patente di guida, che ha facoltà di prolungare l’obbligo in presenza di particolari condizioni sanitarie o comportamentali del conducente.


Le sanzioni per chi elude o manomette il dispositivo

Il legislatore ha previsto un regime sanzionatorio specifico anche per le condotte volte ad aggirare o violare l’obbligo di utilizzo dell’alcolock. Il conducente che, pur essendovi tenuto, non installi il dispositivo o utilizzi il veicolo senza attivarlo correttamente rischia una sanzione amministrativa compresa tra 158 e 638 euro, oltre alla sospensione della patente da uno a sei mesi.

Le conseguenze diventano sensibilmente più severe nel caso di manomissione o alterazione del dispositivo. Qualsiasi tentativo di aggirare il sistema – come, ad esempio, far effettuare il test alcolemico a un’altra persona – comporta il raddoppio delle sanzioni previste dalla normativa.

Il quadro si aggrava ulteriormente qualora il conducente già obbligato all’uso dell’alcolock venga nuovamente sorpreso alla guida in stato di ebbrezza. In tale ipotesi, le sanzioni previste per il reato vengono aumentate di un terzo, configurando una forma di recidiva aggravata che il legislatore ha inteso reprimere con particolare rigore.


Il peso economico della misura

Accanto alle conseguenze giuridiche, l’obbligo dell’alcolock comporta anche un rilevante onere economico per il conducente condannato. L’installazione del dispositivo deve essere effettuata esclusivamente presso centri autorizzati e comporta un costo stimato tra i 1.500 e i 2.000 euro, interamente a carico dell’interessato.

A tale spesa iniziale si aggiungono ulteriori costi di gestione. Il dispositivo richiede infatti l’utilizzo di boccagli monouso, che devono essere acquistati periodicamente, nonché operazioni di manutenzione e taratura annuale indispensabili per garantire l’affidabilità delle rilevazioni.

Nel complesso, considerando installazione, manutenzione e materiali di consumo, l’esborso economico complessivo può facilmente avvicinarsi o superare la soglia dei 3.000 euro nel corso del periodo di utilizzo obbligatorio.


Una misura di prevenzione sempre più diffusa

L’introduzione operativa dell’alcolock rappresenta uno degli strumenti con cui il legislatore intende rafforzare la prevenzione degli incidenti stradali causati dall’abuso di alcol. La ratio della norma è chiara: rendere tecnicamente impossibile la guida in condizioni di alterazione, intervenendo non solo con sanzioni punitive ma anche con dispositivi di controllo preventivo.

La piena attuazione della misura segna dunque un passaggio significativo nell’evoluzione delle politiche di sicurezza stradale in Italia, inserendosi nel più ampio quadro di interventi volti a ridurre il numero di sinistri e a promuovere comportamenti di guida maggiormente responsabili.




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