Dichiarazione dei redditi 2026: verso un sistema selettivo tra quoziente familiare e nuove limitazioni alle detrazioni

La dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2025, da presentarsi nel 2026 mediante Modello 730, si inserisce in un contesto normativo profondamente rinnovato. La riforma introdotta con la Legge di Bilancio 2025 segna infatti un passaggio paradigmatico: dall’ampia accessibilità alle detrazioni fiscali a un sistema selettivo, fondato su criteri di capacità contributiva e composizione del nucleo familiare.

 

Il legislatore ha inteso superare la logica delle agevolazioni generalizzate, privilegiando un’impostazione calibrata che tiene conto del reddito complessivo e del numero dei componenti familiari. In tale prospettiva si inserisce l’introduzione del cosiddetto quoziente familiare, destinato a incidere in modo significativo sulla determinazione degli oneri detraibili, soprattutto per i contribuenti appartenenti alle fasce di reddito medio-alte.

 

Nuovi limiti e coefficienti: la rimodulazione delle detrazioni

Uno degli interventi più incisivi riguarda la definizione dei limiti massimi di spesa detraibile. Pur restando invariati i requisiti per l’individuazione dei familiari fiscalmente a carico – con soglia fissata a 2.840,51 euro, elevata a 4.000 euro per i figli fino a 24 anni – viene introdotto un sistema di plafonamento per i contribuenti con redditi superiori a 75.000 euro annui.

 

Per tali soggetti, il legislatore ha previsto un doppio livello di limitazione: un massimale teorico e un coefficiente correttivo legato alla composizione del nucleo familiare. In particolare, il tetto base è fissato a 14.000 euro per redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, e a 8.000 euro per redditi eccedenti tale soglia.

 

A tali importi si applicano coefficienti progressivi: si parte dallo 0,50 per i contribuenti senza figli, con un conseguente drastico ridimensionamento del beneficio fiscale, per arrivare all’1,00 riservato ai nuclei con almeno tre figli o con figli con disabilità. Il sistema, pertanto, introduce una chiara logica redistributiva, favorendo i nuclei familiari più numerosi e penalizzando le situazioni individuali ad alto reddito.

 

Esclusioni e restrizioni: il caso dei figli over 30

Nel quadro delle misure restrittive si colloca anche l’eliminazione delle detrazioni per i figli fiscalmente a carico che abbiano superato i 30 anni di età, salvo il caso di disabilità accertata. Tale previsione segna un ulteriore irrigidimento del sistema, coerente con l’obiettivo di contenimento della spesa fiscale.

 

Le spese detraibili: conferme e condizioni

Nonostante la stretta sui limiti quantitativi, il catalogo delle spese detraibili rimane ampio e articolato. Tra le principali voci figurano le spese sanitarie – soggette alla franchigia di 129,11 euro – e quelle per l’assistenza a soggetti non autosufficienti, nonché i costi sostenuti per dispositivi e servizi destinati a persone con disabilità.

 

Rientrano altresì tra gli oneri detraibili le spese per l’istruzione, incluse quelle universitarie e per la formazione post-laurea, con un limite innalzato a 1.000 euro. A queste si affiancano le detrazioni per canoni di locazione degli studenti fuori sede, abbonamenti ai trasporti pubblici e attività sportive giovanili.

Restano inoltre agevolabili numerose spese legate alla gestione del patrimonio, quali gli interessi passivi sui mutui per l’abitazione principale, i compensi per intermediazione immobiliare e le spese notarili. Non vengono meno, infine, le detrazioni per spese funebri, veterinarie e per interventi su immobili vincolati, purché rispettino gli obblighi normativi in materia di tracciabilità e conservazione.

 

Donazioni ed erogazioni liberali: un sistema a doppio binario

Un capitolo autonomo è rappresentato dalle erogazioni liberali, che continuano a beneficiare di un trattamento differenziato. In linea generale, le donazioni a favore di enti del Terzo Settore, istituzioni scolastiche e associazioni sportive dilettantistiche sono detraibili nella misura del 19%.

 

Diversamente, le erogazioni a favore dei partiti politici, nonché alcune specifiche liberalità, godono di un’aliquota più favorevole pari al 26%, a condizione che siano effettuate con strumenti tracciabili, in conformità alle disposizioni del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

 

Bonus edilizi: una distinzione tra prima e seconda casa

La riforma interviene anche sul comparto delle agevolazioni edilizie, introducendo una distinzione netta tra abitazione principale e immobili ulteriori. Le aliquote di detrazione per interventi di riqualificazione energetica, riduzione del rischio sismico e ristrutturazione edilizia restano sostanzialmente invariate per la prima casa, mentre risultano ridotte per le seconde abitazioni, con un impatto significativo sulla convenienza economica degli interventi.

Permangono, tuttavia, alcune misure di favore, tra cui il Bonus Verde, il Bonus Sicurezza e gli incentivi per l’eliminazione delle barriere architettoniche.

 

Tutela del contribuente e dichiarazioni integrative

Sul piano delle garanzie, assume rilievo la possibilità di recuperare detrazioni non fruite. La giurisprudenza di legittimità ha infatti riconosciuto al contribuente il diritto di presentare una dichiarazione integrativa entro il termine di cinque anni, consentendo il recupero dei benefici fiscali omessi.

Nuove modalità operative nel Modello 730

Infine, il Modello 730/2026 introduce un elemento di novità procedurale nel Quadro E, ove viene prevista una specifica opzione che consente al contribuente di gestire autonomamente la selezione delle spese detraibili. Tale strumento attribuisce maggiore controllo nella pianificazione fiscale, permettendo di ottimizzare l’utilizzo delle detrazioni entro i limiti imposti dal nuovo sistema.

 


In conclusione, la riforma fiscale per il 2026 delinea un modello più rigoroso e selettivo, in cui il beneficio fiscale non è più generalizzato ma strettamente correlato alla situazione economica e familiare del contribuente. Un cambiamento che, se da un lato rafforza il principio di equità, dall’altro impone una maggiore attenzione nella gestione e nella pianificazione degli oneri detraibili.

 
 
 

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