L’assegno unico e universale destinato ai figli a carico ha registrato un incremento significativo degli importi erogati alle famiglie negli ultimi mesi. L’aumento non è frutto di un’unica misura, bensì della combinazione di due distinti fattori normativi: da un lato, la rivalutazione annuale legata all’inflazione; dall’altro, l’entrata a regime dei nuovi criteri di calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) per il 2026.
Come previsto dalla disciplina vigente, le prestazioni assistenziali vengono periodicamente adeguate al costo della vita al fine di salvaguardare il potere d’acquisto dei beneficiari. Per l’anno in corso, l’adeguamento stabilito dall’INPS è pari all’1,4%.
Tuttavia, tale aggiornamento non produce effetti immediati. Nel dettaglio, gli importi di gennaio sono rimasti invariati rispetto all’anno precedente; a partire da febbraio si è applicato il nuovo valore rivalutato; infine, con la mensilità di marzo viene corrisposto anche il conguaglio relativo alla differenza non erogata nel mese di gennaio.
Questo sistema, sebbene differito, risponde a una logica di tutela sostanziale: evitare che l’inflazione eroda il valore reale del beneficio economico, garantendo una progressiva e coerente compensazione.
Accanto alla rivalutazione monetaria, marzo ha segnato l’effettiva applicazione del nuovo ISEE, ridefinito alla luce delle recenti disposizioni normative. Le modifiche introdotte incidono in modo rilevante sulla determinazione dell’indicatore e, conseguentemente, sull’importo dell’assegno unico.
Tra gli interventi principali emerge una più ampia tutela della prima casa: la quota del valore catastale esclusa dal calcolo viene elevata fino a 91.500 euro, con un ulteriore incremento fino a 120.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane. Tale revisione comporta, per molti nuclei proprietari, una riduzione dell’ISEE a parità di condizioni economiche effettive.
Parallelamente, viene rafforzata la scala di equivalenza, ossia il parametro che pondera il peso dei componenti del nucleo familiare. L’aumento dei coefficienti attribuiti ai figli determina un effetto redistributivo favorevole alle famiglie numerose, che risultano economicamente meno “gravose” ai fini del calcolo.
Un ulteriore correttivo riguarda l’esclusione dal patrimonio mobiliare di specifiche forme di risparmio, quali titoli di Stato e buoni fruttiferi postali, entro il limite di 50.000 euro. Anche questa misura contribuisce ad abbassare l’indicatore complessivo per numerosi contribuenti.
Nel loro insieme, tali innovazioni producono un effetto sistemico: un ISEE mediamente più basso e, di conseguenza, un accesso a importi più elevati dell’assegno unico.
La rivalutazione non incide esclusivamente sugli importi erogati, ma anche sulle soglie ISEE che determinano il diritto alle diverse fasce di beneficio. L’innalzamento di tali soglie risponde all’esigenza di evitare distorsioni derivanti dall’inflazione, impedendo che nuclei familiari vengano penalizzati da aumenti nominali dei redditi non corrispondenti a un reale miglioramento della condizione economica.
Particolare attenzione deve essere riservata agli obblighi dichiarativi. I nuclei che hanno già presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata entro la fine di febbraio 2026 beneficeranno automaticamente dei nuovi importi a partire da marzo.
Diversamente, chi provvederà all’aggiornamento entro il 30 giugno potrà comunque ottenere gli arretrati maturati nei mesi precedenti. Superata tale scadenza, invece, il ricalcolo dell’assegno avrà effetto solo per le mensilità successive, senza possibilità di recupero delle somme pregresse.
In assenza di un ISEE aggiornato, nei primi mesi dell’anno viene erogato l’importo minimo previsto dalla normativa. Solo un aggiornamento tempestivo consente di riallineare il beneficio alla reale situazione economica del nucleo familiare.
Il quadro delineato evidenzia come l’assegno unico continui a rappresentare uno strumento dinamico di sostegno alle famiglie, capace di adattarsi sia alle variazioni macroeconomiche sia alle trasformazioni della struttura sociale. Tuttavia, l’effettiva fruizione dei vantaggi previsti dipende in larga misura dalla tempestività degli adempimenti richiesti: un ritardo nell’aggiornamento dell’ISEE può tradursi in una perdita economica non recuperabile.
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