Detrazioni fiscali 2026: anche il materasso può diventare un risparmio in dichiarazione dei redditi

Nel sistema tributario italiano, anche spese apparentemente ordinarie possono trasformarsi in opportunità di risparmio fiscale, purché ricorrano determinati presupposti normativi. Tra queste rientra, in modo forse inatteso per molti contribuenti, l’acquisto del materasso, che in specifiche circostanze può essere portato in detrazione nella dichiarazione dei redditi 2026.

La disciplina vigente prevede, infatti, due distinti percorsi agevolativi: quello delle spese sanitarie e quello del cosiddetto Bonus Mobili. La corretta individuazione del regime applicabile risulta determinante ai fini del riconoscimento del beneficio fiscale.

 


Materassi e spese sanitarie: quando scatta la detrazione al 19%

La prima ipotesi riguarda l’inquadramento del materasso come dispositivo medico. In tal caso, la spesa sostenuta può essere detratta dall’imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 19%, al netto della franchigia prevista dalla legge.

 

Il riferimento normativo principale è rappresentato dal decreto legislativo n. 46 del 1997, che disciplina i dispositivi medici. In tale ambito rientrano, in maniera espressa, i materassi antidecubito, destinati alla prevenzione e al trattamento delle lesioni da pressione nei pazienti costretti a prolungate immobilizzazioni.

Questi prodotti, caratterizzati da specifiche proprietà tecniche – tra cui la distribuzione uniforme del peso corporeo e la regolazione di temperatura e umidità – sono sempre detraibili, indipendentemente dal fatto che siano acquistati o noleggiati. Anche il noleggio, dunque, costituisce una soluzione fiscalmente rilevante nei casi di utilizzo temporaneo, come durante periodi di convalescenza.

 

Analoga possibilità è riconosciuta ai materassi ortopedici o ergonomici, a condizione che siano qualificabili come dispositivi medici secondo la normativa europea di settore. L’amministrazione finanziaria ha chiarito che tali beni possono rientrare tra le spese detraibili, purché conformi ai requisiti tecnici previsti e corredati dalla documentazione attestante la marcatura CE.

Un profilo particolarmente rilevante riguarda la documentazione fiscale: lo scontrino o la fattura devono riportare una descrizione puntuale del prodotto acquistato e i dati identificativi del contribuente. Indicazioni generiche non sono considerate idonee ai fini del riconoscimento della detrazione.

 


Documentazione e modalità di pagamento

Ai fini della corretta fruizione dell’agevolazione, il contribuente è tenuto a conservare la documentazione comprovante la spesa sostenuta, inclusa la certificazione relativa alla conformità del dispositivo medico.

La prescrizione medica, pur non essendo sempre obbligatoria ai fini della detrazione, assume rilievo in specifiche circostanze, come nel caso dell’applicazione dell’aliquota IVA agevolata al 4% per soggetti con disabilità.

Per quanto concerne i pagamenti, la normativa sulle spese sanitarie prevede un regime più flessibile rispetto ad altre detrazioni: è ammesso anche il pagamento in contanti in determinati contesti, quali farmacie, strutture del Servizio Sanitario Nazionale o strutture convenzionate. Negli altri casi, resta comunque preferibile l’utilizzo di strumenti tracciabili.

 


Bonus Mobili: detrazione al 50% anche per i materassi

In alternativa al regime sanitario, il contribuente può beneficiare della detrazione prevista dal Bonus Mobili, prorogato fino al 31 dicembre 2026.

In questo caso, la detrazione è pari al 50% della spesa sostenuta, entro un limite massimo stabilito dalla normativa vigente. A differenza delle spese sanitarie, non è richiesta alcuna classificazione del materasso come dispositivo medico: l’agevolazione si applica a qualsiasi tipologia di prodotto, indipendentemente dalle sue caratteristiche funzionali.

Tuttavia, tale beneficio è subordinato a una condizione essenziale: l’acquisto deve essere collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia effettuato sull’immobile in cui il bene viene destinato. Il Bonus Mobili, infatti, non è accessibile autonomamente, ma costituisce una misura accessoria rispetto ai lavori edilizi.

Inoltre, diversamente dalle spese sanitarie, il pagamento deve avvenire esclusivamente con modalità tracciabili, quali bonifico bancario o utilizzo di carte di pagamento.

 


Le novità del 2026: limiti alle detrazioni per i redditi più elevati

A partire dal 2026, il sistema delle detrazioni fiscali subirà modifiche significative, in particolare per i contribuenti con redditi più elevati.

La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un meccanismo di limitazione delle detrazioni basato sul reddito complessivo e sulla composizione del nucleo familiare. Per i contribuenti con reddito superiore a determinate soglie, l’ammontare complessivo delle spese detraibili sarà soggetto a un tetto massimo, progressivamente ridotto al crescere del reddito.

Elemento innovativo è l’introduzione di un coefficiente correttivo legato ai carichi familiari: i contribuenti con figli a carico, in particolare se numerosi o in presenza di disabilità, potranno beneficiare di limiti più ampi rispetto ai soggetti senza carichi familiari.

 


Una opportunità fiscale ancora poco sfruttata

Il quadro normativo evidenzia come anche una spesa quotidiana, quale l’acquisto di un materasso, possa assumere rilevanza fiscale, traducendosi in un concreto beneficio economico.

Tuttavia, la complessità delle disposizioni e la scarsa conoscenza delle opportunità disponibili contribuiscono a limitarne l’effettivo utilizzo. Una maggiore consapevolezza da parte dei contribuenti, unita a una corretta gestione documentale, rappresenta dunque la chiave per accedere a un’agevolazione che, se ben utilizzata, può incidere in modo significativo sul carico fiscale complessivo.

 

 

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