Il sistema delle borse di studio si conferma uno degli strumenti principali attraverso cui l’ordinamento garantisce l’effettività del diritto all’istruzione sancito dall’art. 34 della Costituzione italiana. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita, tali misure assumono una funzione essenziale nel rimuovere gli ostacoli economici che possono limitare l’accesso e la permanenza nei percorsi scolastici.
Per l’anno scolastico 2025/2026, gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado potranno beneficiare di contributi economici variabili, destinati a sostenere le spese connesse alla formazione.
Con il decreto n. 201/2025, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha destinato oltre 37 milioni di euro al finanziamento delle borse di studio, attingendo al Fondo per il welfare studentesco. Le risorse sono finalizzate a garantire un sostegno concreto alle famiglie, con particolare attenzione alle situazioni di maggiore fragilità economica e sociale.
I contributi, generalmente compresi tra 150 e 500 euro, sono destinati alla copertura di spese quali libri di testo, trasporto scolastico e accesso ad attività culturali.
L’assegnazione delle borse di studio non segue un modello uniforme su tutto il territorio nazionale. In virtù del sistema di competenze concorrenti tra Stato e Regioni, queste ultime sono chiamate a disciplinare in modo autonomo criteri, modalità di accesso e tempistiche.
Il riparto delle risorse avviene secondo parametri mirati: metà dei fondi viene distribuita sulla base del numero di famiglie in condizioni di povertà, secondo i dati INPS; l’altra metà tiene conto dei livelli di dispersione scolastica rilevati dal sistema informativo ministeriale. Tale impostazione risponde a una logica redistributiva, orientata a intervenire nei contesti più vulnerabili.
Sebbene esista una soglia nazionale per l’importo delle borse di studio, fissata tra 150 e 500 euro, la determinazione concreta del contributo spetta alle singole amministrazioni regionali. Ne derivano differenze anche significative tra i vari territori: alcune Regioni privilegiano importi più elevati per singolo beneficiario, mentre altre optano per una platea più ampia di destinatari.
Per accedere al beneficio, è generalmente richiesto un indicatore ISEE non superiore a 15.748,78 euro, fermo restando che ulteriori requisiti possono essere stabiliti a livello locale.
Le borse di studio sono rivolte agli studenti iscritti agli istituti secondari di secondo grado del sistema nazionale di istruzione. Nel caso di studenti minorenni, la domanda deve essere presentata da chi esercita la responsabilità genitoriale.
Le procedure di accesso sono gestite a livello regionale: ciò implica che le famiglie devono attenersi ai bandi pubblicati dalle rispettive amministrazioni, rispettando scadenze che possono variare sensibilmente.
Il decreto ministeriale prevede che le Regioni trasmettano gli elenchi dei beneficiari al Ministero entro il periodo compreso tra il 31 marzo e il 15 giugno 2026. Tuttavia, tale fase riguarda esclusivamente il procedimento amministrativo successivo alla raccolta delle domande.
Di conseguenza, le famiglie sono tenute a presentare la richiesta in anticipo, secondo calendari stabiliti localmente. Il rispetto delle scadenze regionali rappresenta dunque un elemento cruciale per non perdere l’opportunità di accesso al contributo.
Alcune Regioni hanno già definito strumenti specifici. Nel Lazio, ad esempio, il programma “IoStudio” prevede la presentazione della domanda tramite il Comune di residenza, nel rispetto dei requisiti economici stabiliti.
In Lombardia, invece, il sostegno rientra nella misura “Dote Scuola”, che oltre al requisito ISEE introduce anche un limite anagrafico, fissato a 21 anni.
Le borse di studio rappresentano un intervento concreto a sostegno del percorso scolastico, capace di incidere significativamente sulla riduzione delle disuguaglianze educative. Tuttavia, la loro effettiva fruizione richiede un’attenta informazione e un costante monitoraggio dei bandi regionali.
In un sistema articolato e differenziato, la consapevolezza delle procedure e il rispetto delle scadenze costituiscono condizioni imprescindibili per accedere a un beneficio che può alleggerire in modo significativo il carico economico delle famiglie.
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