Bando ISI INAIL 2026: fino a 130.000 euro a fondo perduto per imprese e partite IVA. Incentivi per sicurezza, amianto e agricoltura

Nel quadro delle politiche di prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro, il sistema degli incentivi pubblici si conferma uno degli strumenti cardine per favorire l’adeguamento strutturale delle imprese agli standard di sicurezza. In tale contesto si inserisce il Bando ISI 2026 promosso dall’INAIL, che prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto fino a 130.000 euro per singolo progetto.

L’intervento si colloca in un’evoluzione normativa che, negli ultimi anni, ha progressivamente spostato l’attenzione dal mero profilo sanzionatorio a un approccio di tipo incentivante e prevenzionale, volto a sostenere economicamente le imprese che investono in sicurezza.

 


Struttura del finanziamento e assi di intervento

Il bando si articola in cinque distinti assi di finanziamento, ciascuno dedicato a specifiche tipologie di rischio e settori produttivi.

L’Asse 1 è suddiviso in due linee principali:

  • – la prima (Asse 1.1) è finalizzata alla riduzione dei rischi tecnopatici, quali rumore, vibrazioni e movimentazione di merci, con una copertura pari al 65% delle spese ammissibili;
  • – la seconda (Asse 1.2) riguarda interventi per la riduzione dei rischi connessi alla movimentazione manuale di persone, con un’intensità di finanziamento elevata fino all’80%.

 

L’Asse 2 finanzia interventi per la riduzione dei rischi infortunistici, mentre l’Asse 3 è interamente dedicato alla bonifica e rimozione dell’amianto, entrambi con copertura fino al 65% dei costi.

L’Asse 4 è rivolto a micro e piccole imprese operanti in settori specifici, tra cui tessile, mobile e pesca, anch’esso con un contributo del 65%.

Infine, l’Asse 5 riguarda il settore agricolo, prevedendo un sostegno pari al 65% per la generalità delle imprese agricole e fino all’80% per i giovani agricoltori.

 


Soggetti beneficiari e ambito di applicazione

Il Bando ISI 2026 è rivolto alla generalità delle imprese operanti sul territorio nazionale, comprese le imprese individuali regolarmente iscritte alla Camera di Commercio. Sono inoltre ammessi gli enti del Terzo Settore, sebbene con limitazioni specifiche: tali soggetti possono accedere esclusivamente agli interventi relativi alla riduzione del rischio da movimentazione manuale delle persone, nell’ambito dell’Asse 1.1.

La misura si configura quindi come uno strumento trasversale, capace di coinvolgere sia il tessuto imprenditoriale tradizionale sia quello del terzo settore, con particolare attenzione alle attività ad alta intensità di rischio operativo.

 


Importi, requisiti e procedura di accesso

Il contributo massimo concedibile è pari a 130.000 euro per progetto, a fronte di un investimento minimo richiesto di 5.000 euro. La misura è destinata a finanziare interventi strutturali e tecnologici finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.

La presentazione delle domande si è chiusa il 28 maggio 2026. L’accesso alla piattaforma telematica è avvenuta tramite sistemi di identità digitale quali SPID, CIE o CNS, con la necessità di inserire dati aziendali dettagliati, inclusi assetti societari e unità produttive coinvolte.

 


Sistema di selezione e punteggio minimo

Elemento centrale della procedura è il meccanismo di selezione basato su punteggio. Le domande devono raggiungere una soglia minima pari a 130 punti per essere ammesse alla fase successiva. Tale punteggio viene attribuito automaticamente dal sistema sulla base di parametri tecnici relativi all’impresa e alla tipologia di intervento proposto.

Solo le istanze che superano tale soglia ottengono un codice identificativo (token), indispensabile per partecipare alla successiva fase del cosiddetto “click day”, durante la quale l’assegnazione dei fondi avviene in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili.

 

Il Bando ISI 2026 conferma il ruolo strategico dell’INAIL nelle politiche di prevenzione, consolidando un modello di intervento pubblico che combina sostegno economico e miglioramento strutturale della sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’elevata intensità del contributo, unita alla platea ampia dei beneficiari e alla digitalizzazione delle procedure, rende lo strumento particolarmente rilevante per il tessuto produttivo nazionale, soprattutto per le piccole e medie imprese chiamate a sostenere investimenti significativi in materia di salute e sicurezza.

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