Carta d’identità “a vita” per gli over 70: la riforma del PNRR ridisegna il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, collegato all’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, prende corpo una delle misure più attese in materia di semplificazione amministrativa: la Carta d’Identità Elettronica “a vita” per i cittadini che abbiano compiuto 70 anni.

L’intervento normativo, anticipato nei mesi scorsi dal Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, si inserisce in un più ampio disegno di razionalizzazione degli adempimenti burocratici e mira a incidere in modo strutturale sul rapporto tra popolazione anziana e apparato pubblico.


Validità estesa a 50 anni: portata e limiti della riforma

La disposizione introduce una modifica sostanziale al regime di validità della Carta d’Identità Elettronica (CIE). Per i cittadini che abbiano già compiuto 70 anni al momento della richiesta, e per le carte rilasciate a decorrere dal 30 luglio 2026, la validità del documento sarà estesa a 50 anni.

Sotto il profilo giuridico, si tratta di una validità amministrativa straordinariamente ampliata che, nella prassi, elimina quasi integralmente la necessità di rinnovo periodico per la platea interessata. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato, ridurre l’afflusso agli sportelli comunali; dall’altro, alleggerire un onere procedurale che, per ragioni anagrafiche, assumeva un carattere meramente formale.

Resta ferma la piena efficacia del documento ai fini dell’identificazione personale, dell’accesso ai servizi pubblici e privati e dell’espatrio, nei limiti consentiti dalla normativa europea in materia di documenti di riconoscimento.


Aggiornamento digitale e facoltà di rinnovo

La riforma non priva tuttavia il titolare della possibilità di procedere a un rinnovo dopo dieci anni dal rilascio. Tale facoltà non risponde a esigenze di scadenza amministrativa, bensì alla necessità di aggiornare il certificato di autenticazione digitale incorporato nella CIE, strumento sempre più centrale per l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.

La norma, inoltre, non ha efficacia retroattiva: le carte rilasciate prima del 30 luglio 2026 conserveranno l’ordinaria validità decennale e dovranno essere rinnovate secondo la disciplina vigente al momento della scadenza.


Tessera elettorale digitale e potenziamento dell’ANPR

Il decreto interviene anche sul versante dei diritti politici, rafforzando le funzionalità dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). Viene introdotto un servizio telematico che consentirà ai cittadini di consultare i propri dati elettorali e di richiedere certificati di iscrizione alle liste direttamente online.

L’accesso sarà consentito esclusivamente tramite identità digitale certificata – SPID o CIE – con l’intento di ridurre l’accesso fisico agli uffici comunali e consolidare il principio di “digital first” nell’erogazione dei servizi pubblici.


Certificati anagrafici: estensione della gratuità e rilascio immediato

Un ulteriore intervento riguarda il regime dei certificati anagrafici e di stato civile. Il decreto estende la gratuità e l’immediata disponibilità in modalità telematica anche ai certificati storici e a quelli che, in passato, richiedevano l’assolvimento dell’imposta di bollo, nei casi in cui la completa digitalizzazione del procedimento consenta l’esenzione.

La disposizione consolida un orientamento già avviato negli ultimi anni: spostare l’onere della gestione documentale dall’utente all’amministrazione, nel rispetto dei principi di efficienza e buon andamento sanciti dall’articolo 97 della Costituzione.


Deleghe digitali e inclusione dei soggetti meno digitalizzati

Particolare rilievo assume la semplificazione del sistema delle deleghe per l’accesso ai servizi online – tra cui quelli dell’INPS e dell’ANPR. Sarà possibile conferire delega a un familiare o convivente direttamente tramite l’app IO o i portali istituzionali, senza necessità di autenticazione cartacea presso gli uffici pubblici.

La misura si colloca in una prospettiva di inclusione digitale, con specifica attenzione agli anziani e ai cittadini con minore dimestichezza tecnologica.


AIRE e servizi consolari: interoperabilità dei dati

Per i cittadini residenti all’estero, il decreto introduce l’interoperabilità tra l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE) e i sistemi di rilascio dei documenti. La verifica dei requisiti per il rilascio di passaporti e altri atti consolari potrà avvenire mediante consultazione automatica delle banche dati, superando il precedente sistema di scambi formali tra consolati e Comuni italiani.

Il passaggio dalla comunicazione cartacea alla condivisione digitale in tempo reale segna un’evoluzione significativa in termini di tempestività ed economicità dell’azione amministrativa.


Disabilità e “Progetto di vita”: poteri sostitutivi e piattaforma unica

Il decreto accelera altresì l’attuazione della riforma in materia di disabilità mediante l’attivazione di una piattaforma unica gestita dall’INPS, destinata a integrare dati sanitari, sociali e previdenziali finora frammentati tra ASL, Comuni e istituto previdenziale.

In tale ambito, l’introduzione di poteri sostitutivi in caso di inerzia dell’ente competente rappresenta un elemento di garanzia per il cittadino: qualora l’amministrazione non provveda nei termini previsti, altri soggetti pubblici – inclusi lo Stato o l’INPS – potranno intervenire per assicurare l’erogazione delle prestazioni dovute.


Semplificazioni sanitarie per pazienti cronici e oncologici

Rilevanti anche le misure in ambito sanitario. Per i pazienti oncologici e per coloro affetti da patologie croniche o rare, viene elevato da tre a sei il numero massimo di confezioni prescrivibili con un’unica ricetta ed estesa fino a dodici mesi la validità della prescrizione.

Il ritiro frazionato dei farmaci, unitamente all’aggiornamento automatico del Fascicolo Sanitario Elettronico, riduce il ricorso alla documentazione cartacea e alleggerisce gli oneri burocratici gravanti su categorie particolarmente vulnerabili.


PagoPA e fine dell’obbligo di conservazione cartacea

Sul versante dei pagamenti, il decreto elimina l’obbligo per il cittadino di conservare le ricevute cartacee relative ai versamenti effettuati verso la Pubblica Amministrazione tramite canali elettronici, quali pagoPA.

Sarà l’amministrazione a dover verificare l’avvenuto pagamento attraverso i flussi informatici, senza poter pretendere l’esibizione della ricevuta, neppure a fini fiscali.


Diritto allo studio e lauree abilitanti

Infine, il provvedimento interviene sul diritto allo studio e sull’accesso alle professioni, semplificando le procedure per l’erogazione delle borse universitarie e consolidando il sistema delle lauree abilitanti. Vengono inoltre agevolati i cambi di destinazione d’uso degli immobili destinati a residenze universitarie, con l’obiettivo di incrementare l’offerta abitativa per studenti.




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